Bozza di delibera del CIPE

Il documento si intitola “Linee strategiche per l’adattamento ai cambiamenti climatici, la gestione sostenibile e la messa in sicurezza del territorio” . Contiene solo due articoli che riassumono, in pochi punti, la strategia di adattamento ai cambiamenti climatici, la gestione sostenibile, la messa in sicurezza del territorio e le misure urgenti da adottare per la salvaguardia.

Entro il 1 marzo 2013  il Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, d’intesa con i Ministri delle politiche agricole e forestali, delle infrastrutture e dell’economia e finanze, sentita la Conferenza unificata, presenta al CIPE  la Strategia Nazionale per l’Adattamento ai Cambiamenti Climatici […]

Il piano di emergenza riguarda, essenzialmente, la costituzione di un’Autorità di Bacino Distrettuale e il divieto dell’uso, ai fini residenziali, produttivi o per servizi e infrastrutture, delle zone classificate R4 (Aree a rischio idrogeologico molto elevato) “fino alla adozione da parte delle amministrazioni competenti delle misure di prevenzione”.

Le aree R4 sono classificate all’interno del PAI (Piani di Assetto Idreogeologico). Questi piani sono stati istituiti con la legge legge 267/98, aggiornamento della 183/89 avvenuto a seguito dei tragici fatti di Sarno. La 267/98 introduce un ulteriore strumento, il Piano Straordinario per le aree a rischio idrogeologico molto elevato (PS267), per rispondere in termini più efficaci ad eventi che hanno dinamiche molto più rapide rispetto a quelle che può avere una pianificazione di bacino. Viene così introdotta la perimetrazione delle aree a rischio (idraulico e da frana). L’individuazione e la perimetrazione delle aree a rischio è stata effettuata attraverso la collaborazione fra le stesse Autorità di Bacino, i Servizi tecnici regionali centrali e periferici e i comuni interessati. Tali perimetrazioni sono state recepite dai piani di bacino per l’assetto idrogeologico, approvati ai sensi della L.183/89, che a loro volta hanno introdotto ulteriori aree a rischio individuate a seguito di approfondimenti o recenti eventi alluvionali.

Si rileva che l’area italiana sia costituita per il 10% da zone ad elevata vulnerabilità per rischi di frane e alluvioni (circa 29500 kmq). Quest’area colpisce  l’89% dei Comuni (6631).

Da Ministero dell’Ambiente e Regione Toscana un programma pilota sul rischio idrogeologico

Aree ad alta criticità idrogeologica e Comuni interessati

 

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