Progettazione e verifica strutturale

È definita costruzione esistente quella che abbia, alla data della redazione della valutazione di sicurezza e/o del progetto di intervento, la struttura completamente realizzata.

Il riferimento normativo è il capitolo 8 delle NTC 2008 che definisce le seguenti categorie di intervento:

  • interventi di adeguamento atti a conseguire i livelli di sicurezza previsti dalle presenti norme;
  • interventi di miglioramento atti ad aumentare la sicurezza strutturale esistente, pur senza necessariamente raggiungere i livelli richiesti dalle presenti norme;
  • riparazioni o interventi locali che interessino elementi isolati, e che comunque comportino un miglioramento delle condizioni di sicurezza preesistenti.

La pianificazione di un intervento richiede un certo livello di conoscenza della struttura. Le tipologie di analisi invasive o non-invasive da effettuare sulla struttura esistente, le analisi numeriche necessarie per lo studio del suo comportamento statico e sismico, la verifica dell’efficacia degli interventi impiegati, sono tutte fasi molto delicate e solo tecnici competenti in materia possono eseguire.

Secondo quanto descritto dal Prof. M.J.N. Priestley nel testo “Seismic Design of reinforced concrete and masonry building”, prima del 1920 non ci sono specifiche indicazioni riguardanti la progettazione sismica. Negli anni 1920-1940, si considera una forza orizzontale Fi=mi*ai, dove mi è la massa del piano i-esimo dell’edificio e ai la sua accelerazione (solitamente considerata pari a 0.1g). La storia cambia dal 1940, quando si registra il primo terremoto: El Centro, California.

Dagli anni ’60 la progettazione strutturale è condotta considerando il comportamento dinamico della struttura e l’input sismico viene descritto da uno spettro elastico. Poi, dagli anni ’70, inizia ad imporsi il concetto di duttilità: si progetta determinando le forze orizzontali attraverso lo spettro elastico, ridotto di un fattore di struttura q. Negli anni ’80 il concetto del Capacity design è ormai noto e, infine, negli anni ’90, si realizza che gli spostamenti sono molto più importanti delle forze (il danno è legato alle deformazioni): da questo momento si lavora secondo il concetto del Performance Based Design (progettazione secondo il raggiungimento del livello di performance della struttura) che è ormai parte delle normative Italiane.

La tendenza delle Nuove Norme Tecniche (NTC, 2008) è appunto quella di considerare più livelli prestazionali (evitare il crollo, evitare le perdite di vite umane, consentire un rapito ripristino dell’operatività e mantenere l’operatività) associati a diversi livelli di intensità sismica.

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